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Mercato dell’auto: il futuro delle auto elettriche

Il futuro del mercato dell’auto guarda da sempre alle vetture elettriche come meta suprema, sebbene al momento i prototipi presentino diversi limiti, primo tra tutti
l’autonomia non troppo elevata ed il fatto che le stazioni di ricarica non siano diffuse.

La mente degli scienziati è tuttavia volta verso il futuro immediato e per questo motivo sono stati fatti dei passi enormi per raggiungere quanto prima una soluzione green la quale consenta di sfruttare l’energia solare nel crescente rispetto per l’ambiente, mirando a creare pannelli che convertano l’energia solare in percentuali accettabili.

Auto elettrica con pannelli solari One di Lightyear

Per capire quanto il futuro green sia sempre più vicino è tempo di archiviare definitivamente il mito dell’auto elettrica relegata ai piccoli percorsi cittadini o alle
maratone ecologiche, poiché l’azienda olandese Lightyear ha già annunciato un importante ingresso sul mercato entro il 2020.

Al momento si parla di un prototipo funzionate, è un veicolo chiamato One e può viaggiare su una media di 725 km con una sola carica di batteria e la sua caratteristica è quella di vedere montati su tutta la sua lunghezza dei pannelli solari che la ricaricano.

Il progetto in realtà non è nuovo, infatti sono già stati creati diversi modelli mai immessi nel mercato poiché la scarsa efficienza dei pannelli solari e l’eccessivo consumo di energia di questi motori non li ha mai resi desiderabili.
A detta della Lightyear stavolta ci siamo: i pannelli che tappezzano l’auto nei suoi cinque metri di estensione sembra abbiano una rendimento realmente efficace, dal momento in cui caricano la batteria in un’ora sotto il sole e la resa è sufficiente per percorrere 12 km.

Il corpo dell’auto è aerodinamico e molti elementi sono stati ideati con materiali ultra leggeri come la fibra di carbonio, supporta la carica rapida di 60 kilowatt, si attiva con quattro motori indipendenti e in dieci secondi può accelerare da 0 a 100 km orari. One è dotata di cinque posti a sedere e di quattro ruote motrici. Gli scienziati ipotizzano che grazie alla sola carica solare, il veicolo potrebbe viaggiare fino a ventimila km l’anno.

Il mezzo potrà essere ricaricato adoperando colonnine da 22 o 50 KW presso le stazioni di ricarica veloce o nella normale rete casalinga da 230 watt e con una sola carica sarà possibile percorrere 400 km in un clima invernale, a velocità autostradale e con i riscaldamenti accesi. L’autonomia tra carica delle batterie, le quali hanno la caratteristica di essere “relativamente piccole” (per citare la definizione usata dalla casa madre) e l’ausilio dei pannelli è pari a 725 km percorribili, che ovviamente varierebbero a seconda delle stagioni e della disponibilità di luce. È importante precisare infatti che la ricarica solare è garantita per 33 km in primavera, 30 km in estate, 8 km in autunno e 7 km in inverno. In buone condizioni si possono percorrere 59 km giornalieri.

Al momento sono state create le prime cento One, le quali hanno convinto gli acquirenti e sono state tutte già prenotate con un acconto di 119 mila euro: il prezzo base di ognuna è di 149 mila euro, tasse escluse. La versione di serie verrà messa a disposizione anche in leasing con un canone mensile pari a meno di 1900 euro e la consegna è prevista entro l’inizio del 2021.

Lightyear una compagnia creata da ex alunni del Solar Team Eindhoven

Lightyear è un’azienda che nasce nel 2016 da un gruppo di studenti già piuripremiato, il quale ha vinto il Bridgestone World Solar Challenge nel 2013, 2015 e 2017 e che con questa intraprendente start up ha ricevuto ulteriori premi, supporto da importanti investitori e sovvenzioni pari a 20 milioni di euro. La grande fiducia ricevuta in merito al progetto One ha permesso al team di creare questo prototipo in soli due anni.

Il primo obbiettivo di questo giovane gruppo di scienziati è quello di dimostrare che il frutto del loro lavoro ha portato alla creazione di uno dei veicoli più sostenibili in commercio ed anche al più conveniente; il secondo, invece, è quelio di realizzare un successivo prototipo che abbia un costo unitario e che possa garantirne un immissione nel mercato ad un prezzo molto inferiore.

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